Il testo del Rapporto Ismea sui consumi alimentari in Italia (2001-2004). Nel quinquennio in esame si è registrato un meno 10% degli acquisti domestici. Tra i prodotti in crisi (quelli che hanno fatto segnalare una contrazione dei consumi nonostante l'incremento dei prezzi sia stato inferiore alla media) ci sono le carni avicole, il burro, le paste ripiene, gli ortaggi freschi e il prosciutto cotto. Tra questi prodotti è interessante sottolineare il caso degli ortaggi, penalizzati in questi anni nel consumo fresco. Lo stesso non si verifica per le insalate lavate e tagliate, prodotto considerato "alla moda" il cui crescente acquisto è segno del cambiamento delle abitudini alimentari e di vita degli italiani. Tra i prodotti trainanti così definiti perché nonostante l'incremento dei prezzi non hanno registrato flessioni negli acquisti, il Rapporto individua in particolare gli oli extravergini di oliva, i vini, gli yogurt, le preparazioni surgelate e la pasta fresca. Questi prodotti, oltre ad essere molto pubblicizzati, sono considerati "salutari" e per questo non subiscono battute d'arresto nell'acquisto da parte dei consumatori. Nel Rapporto sono definiti maturi i prodotti il cui calo del consumo è risultato proporzionale all'aumento del prezzo: in questa categoria troviamo la pasta di semola, il caffè, il Grana padano, gli ortaggi surgelati, le carni suine e lo spumante. L'ultimo gruppo di prodotti analizzato è quello definito degli "alimenti discendenti": oli di semi, riso, champagne, Parmiggiano reggiano e pane, merceologie che a fronte degli incrementi di prezzo superiori alla media hanno segnato un calo degli acquisti particolarmente marcato.
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