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| Additivo alimentare: |
Qualsiasi sostanza, normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, che si possa ragionevolmente presumere diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti direttamente o indirettamente.
Negli ultimi decenni, in conseguenza dell’evoluzione tecnologica, l’uso degli additivi alimentari si è esteso notevolmente, anche se l’impiego di additivi trova le sue origini in epoca pre-industriale (salatura, aggiunta di succo di limone, aceto o salnitro, solfitazione dei mosti e dei vini). Poiché la definizione di additivo può suscitare nel consumatore atteggiamenti di diffidenza, è opportuno fornire alcune indicazioni di carattere generale:
• molti additivi sono costituenti naturali di alimenti: ad es. l’acido citrico, la lecitina, le pectine i tocoferoli;
• gli additivi alimentari, sono sostanze ampiamente studiate e documentate sotto il profilo tossicologico e il loro uso è costantemente sotto il controllo di Organizzazioni Internazionali e Nazionali. Per essi è fissata una dose accettabile giornaliera, che rappresenta la quantità di additivo che può essere ingerita giornalmente attraverso la dieta nell’arco di vita senza che compaiano effetti indesiderati;
• nella preparazione e conservazione degli alimenti è autorizzato l’impiego solo di quelle sostanze esplicitamente elencate in una apposita lista positiva.
• è consentito l’uso solo nel caso di documentata esigenza tecnologica: anche se ritenuto non nocivo, l’additivo non è consentito se non è necessario.
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| Agenda 21: |
Durante il summit delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo svoltosi a Rio de Janeiro nel 1992, 178 governi di tutto il mondo hanno sottoscritto il programma di Agenda 21, un documento di principi, obiettivi e azioni a cui devono orientarsi le politiche a livello globale, nazionale e locale, per la promozione di uno sviluppo più equilibrato.
I suoi fondamenti sono la pianificazione e gestione sostenibile delle risorse ambientali, la prevenzione e precauzione nella gestione, il coinvolgimento e la partecipazione della comunità locale, la trasparenza, la responsabilità condivisa, la sussidiarietà, la costruzione del consenso, la giustizia sociale, l'equità e la crescita culturale della comunità.
Oltre ad individuare le aree di programma, le attività da realizzare, gli strumenti di attuazione e il ruolo dei diversi attori sociali, economici e culturali coinvolti, il documento invita le autorità locali di tutto il mondo a dialogare con i cittadini, le organizzazioni locali e le imprese private e adottare una propria Agenda 21 locale. |
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| Agricoltura biodinamica: |
Nata in Germania negli anni Venti, l’agricoltura biodinamica utilizza preparati di origine vegetale e animale che intensificano i processi di formazione dell'humus nel terreno, favoriscono il miglioramento della qualità dei frutti, regolano e ottimizzano i processi di compostaggio dei materiali organici.
Le operazioni colturali e le semine seguono un calendario biodinamico. Sessanta anni di esperimenti hanno dimostrato che, unitamente ad altre tecniche agricole, è possibile massimizzare la qualità dei prodotti e nello stesso tempo ttenere rese molto vicine o a volte superiori a quelle convenzionali.
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| Agricoltura biologica: |
Agricoltura diretta ad una produzione agro-alimentare "pulita", ottenuta cioè con tecniche di coltivazione e di allevamento a basso impatto ambientale, che escludono l’uso, nei campi e nelle stalle, dei prodotti chimici di sintesi (pesticidi, erbicidi, fertilizzanti, antibiotici, etc.).
Molteplici gli obiettivi: produrre cibi sani, ad alto valore nutrizionale ed esenti da contaminazione; allevare animali sani, rispettando il loro benessere; recuperare la biodiversità, preservando l’integrità del territorio e i suoi aspetti paesaggistici. Per rendere fertili i terreni si ricorre alla rotazione delle colture e si utilizzano concimi organici e minerali naturali, mentre per difendere le coltivazioni dai parassiti si adottano prodotti e tecniche che non hanno impatto sull’ambiente.
Organismi controllori, che operano su tutto il territorio nazionale con oltre un migliaio di tecnici, sono i protagonisti di quel sistema di controllo (istituito negli Stati della Unione Europea) che controlla e certifica in Italia i processi produttivi del biologico. |
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| Agricoltura convenzionale: |
Agricoltura di tipo intensivo e generalmente monocolturale, che prevede l'adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento tradizionali, con uso di prodotti chimici di sintesi a scopo fertilizzante ed antiparassitario. |
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| Agricoltura integrata: |
Questo tipo di agricoltura, per la quale non esiste una legislazione comunitaria o nazionale di riferimento ma solo provvedimenti emessi da alcune regioni, prevede l'adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento con utilizzo di prodotti naturali ed un limitato impiego di prodotti chimici sintetici.
Per fregiarsi del marchio “Produzione Integrata Certificata” tutto il processo produttivo deve essere costantemente monitorato da Enti autorizzati e deve essere svolto secondo disciplinari rigidi e codificati. |
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