|
|
Termini visualizzati dal 1 al 4 su 4 |
|
|
|
| Biodiversità: |
Il termine sta ad indicare sia la varietà delle forme viventi (specie e sottospecie ) presenti sul nostro pianeta all'interno dei diversi ecosistemi naturali, sia la variabilità genetica al'interno di una stessa specie.
Essa è il risultato di lunghi processi evolutivi e, nello stesso tempo, rappresenta il serbatoio da cui attinge l'evoluzione per attuare tutte le modificazioni genetiche e morfologiche che danno origine a nuove specie.
La biodiversità assicura l’equilibrio dell’ecosistema attraverso il contenimento reciproco delle popolazioni animali e vegetali.
L’eventuale esplosione demografica di una specie comporta l’immediata crescita dei suoi antagonisti, i quali più o meno rapidamente riportano la prima ad un numero di individui ottimale.
A causa degli interventi dell’uomo sull’ambiente tali meccanismi di autoregolazione non funzionano più come dovrebbero. Negli ultimi trent’anni, per esempio, le nostre campagne si sono impoverite da un punto di vista naturalistico a causa della meccanizzazione delle attività colturali, dell’aumento delle dimensioni dei singoli appezzamenti, dell’uso massiccio di prodotti chimici, della drastica riduzione dei animali selvatici che in un territorio spoglio non trova rifugio né condizioni adatte per l’alimentazione e la riproduzione.
La conservazione delle biodiversità, che sono il risultato di lunghi processi evolutivi, costituisce invece un patrimonio universale da salvaguardare ad ogni costo, in quanto offre all’uomo: mantenimento degli equilibri climatici; materiale di studio derivante dall'enorme numero di informazioni genetiche possedute da ciascuna specie per comprendere meccanismi biologici analoghi nell'uomo; uso sostenibile della flora per fini alimentari e medicinali.
|
|
| Biomassa: |
Con il termine biomassa si intende sia il materiale organico prodotto dalle piante per fotosintesi grazie all'energia solare sia l'insieme di sostanze di origine animale e vegetale non fossili che possono essere usate come combustibili per la produzione di energia (biopower), sintesi di carburanti (biofuels) e sintesi di prodotti (bioproducts).
Le più importanti tipologie di biomassa sono: legna da ardere ed altri residui forestali, scarti dell’industria di trasformazione del legno (trucioli, segatura, etc.), scarti vegetali delle aziende agrarie e zootecniche, scarti mercatali, ed i rifiuti urbani.
Come il sole, il vento, la forza idrica e il calore terrestre, la biomassa fa parte delle energie rinnovabili. Lo sfruttamento energetico di rifiuti organici ha priorità rispetto alle coltivazioni apposite di biomassa (sotto forma di legname, canna cinese, sementi oleose, granoturco, cereali, colza, ecc.), poichè rappresenta contemporaneamente uno smaltimento sensato dei rifiuti. |
|
| Biotecnologia: |
Letteralmente il termine biotecnologia sta ad indicare “l’impiego industriale di tecniche biologiche per la produzione di sostanze elaborate da celulle ed enzimi” e definisce sia processi tradizionali e antichissimi (come quelli utilizzati per la preparazione - attraverso la fermentazione - della birra, del vino, del formaggio, dello yogurt, del pane) sia quelle tecniche di ingegneria genetica che mirano alla trasformazione del comportamento di alcuni organismi attraverso una modifica del loro patrimonio genetico.
Le applicazioni delle biotecnologie genetiche interessano diversi settori:
- le produzioni agricole destinate ad usi alimentari e industriali;
- le produzioni zootecniche, i mangimi, il pesce e l'acquacoltura;
- le produzioni alimentari umane;
- le produzioni chimiche e chimico-biologiche (cosmetici, fibre, ecc.);
- il settore ambientale (smaltimento dei rifiuti, depurazione dei reflui, ecc.);
- la produzione energetica ( biomasse, biocombustibili, ecc.).
|
|
| Botanica: |
La botanica è la disciplina della biologia che studia le forme di vita del mondo vegetale (la flora), specie in rapporto alla loro anatomia, fisiologia, classificazione ed ecologia.
Gli organismi più complessi studiati dalla botanica costituiscono il regno delle Piante (o Plantae).
In passato tutto ciò che non si considerava animale veniva considerato "pianta", "vegetale". Attualmente, solo gli organismi pluricellulari autotrofi vengono considerati parte del regno Plantae: gli altri sono assegnati ai regni Monera, Protista o Funghi.
Il primo studioso conosciuto del mondo vegetale fu Teofrasto (371 a.C. - 286 a.C.) che descrisse oltre cinquecento piante ed il loro uso medicinale. In seguito Dioscoride (De Materia Medica) e Plinio il Vecchio (I° sec. d.C.) scrissero opere fondamentali per la conoscenza del regno vegetale.
In particolare il secondo nella sua Naturalis Historia, enciclopedia scientifica in 37 libri, ricostruiva una summa delle conoscenze dell'epoca, attraverso la rilettura di oltre 2000 opere. Una parte cospicua della sua ricerca (libri 12-19) era specificamente dedicata alle piante ed alle loro qualità officinali. La Naturalis Historia ha costituito il compendio di riferimento della botanica, e non solo, fino all'epoca rinascimentale.
Nella seconda metà del XVI° secolo la botanica si affrancò definitivamente dalle altre scienze, spesso occulte, con la nascita dei primi orti botanici e delle prime raccolte sistematiche di piante essicate.
Ma solo nel settecento con la fondamentale figura del botanico svedese Carl von Linné (Råshult 1707 - Uppsala 1778), più comunemente conosciuto come Carlo Linneo, si venne sviluppando una vera e propria ricerca scientifica sul mondo vegetale, con particolare riguardo alla classificazione delle piante. Nel 1735 con l'opera Systema naturae, Linneo espone per la prima volta i suoi criteri di classificazione tassonomica dei regni animale, vegetale e minerale.
Tuttavia, l'opera che influenzò maggiormente i botanici fu la Philosophia botanica, pubblicata nel 1751. In essa Linneo affermava che le specie vegetali, facendo parte del progetto divino del creato, erano classificabili secondo un sistema immutabile fondato sulle loro caratteristiche: era, quindi, possibile ricostruire le relazioni interne e le differenze fra varietà, specie, generi, ordini e classi. Partendo da questa regola tassonomica, Linneo introdusse il sistema di nomenclatura binomiale, secondo la quale ciascun essere vivente poteva essere identificato e descritto conoscendone soltanto il genere e la specie, mentre prima si doveva ricorrere a perifrasi impossibili da ricordare. Tale sistema classificatorio, riveduto ed aggiornato, costituisce ancora oggi il fondamento della classificazione del regno vegetale (e non solo). Successivamente altri studiosi introdussero nuovi generi e specie e dovendoli diversificare da quelli stabiliti da Linneo, si decise di aggiungere al binomio latino anche l'abbreviazione del cognome del naturalista coniatore; per Linneo la sola lettera elle maiuscola: L. |
|
|
Termini visualizzati dal 1 al 4 su 4 |
|
|
|