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Piano di Sviluppo Rurale:  Strumento di programmazione e attuazione delle misure di sviluppo rurale previste dalla Unione Europea, elaborato dalle singole Regioni italiane per favorire la crescita e lo sviluppo dell'agricoltura e delle zone rurali. Sono definite zone rurali quei sistemi naturali e culturali composti sia da paesaggi, sistemi ambientali, superfici coltivate, biodiversità, laghi, ghiacciai, risorse agricole, boschi e foreste, sia da tradizioni, culture, religioni, lingue, dialetti, manifestazioni artistiche, prodotti artigianali, prodotti alimentari tipici e tradizionali, architetture tradizionali, siti e reperti archeologici. Il PSR può prevedere incentivi economici per sostenere la coltivazione di prodotti biologici, la produzione di alimenti di qualità, il benessere degli animali di allevamento, la salvaguardia delle specie a rischio di estinzione, l'ammodernamento delle aziende agricole, la tutela ambientale.
Presidi Slow Food:  I Presìdi Slow Food sostengono le piccole produzioni eccellenti che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano mestieri e tecniche di lavorazione tradizionali, salvano dall’estinzione razze autoctone e antiche varietà di ortaggi e frutta. A tal fine coinvolgono direttamente i produttori, offrono l’assistenza per migliorare la qualità dei prodotti, facilitano scambi fra Paesi diversi e cercano nuovi sbocchi di mercato (locali e internazionali).
Tutelare un’area, una risorsa naturale, un paesaggio rurale o una cultura locale sono solo alcuni esempi delle possibilità di intervento di questi progetti, che legano la loro buona riuscita proprio alla capacità di adeguarsi alle diverse esigenze di ogni territorio.
In Europa i costi sono supportati direttamente da sponsor locali: amministrazioni comunali, provinciali, regionali, comunità montane, parchi naturali, imprese private… Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali è uno tra i grandi sponsor che attualmente sostengono il progetto dei Presìdi in Italia, che attualmente sono 167.
Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT):  Prodotti agroalimentari le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo, omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni. (Decreto Leg. n. 173/1998, Decreto Leg. n.350/1999 e successivi).
Con apposito decreto ogni anno il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali provvede ad aggiornare l’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari definiti tradizionali dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, che possono richiedere l’inserimento di nuovi prodotti allegando alla domanda una scheda contenente una descrizione puntuale delle caratteristiche identificative, del territorio interessato alla produzione, delle metodiche di lavorazione conservazione e stagionatura, dei locali, dei materiali e delle attrezzature utilizzate, nonché le prove documentali che comprovino la omogeneità della diffusione e la protrazione nel tempo (D.M. 18 luglio 2000 e successive revisioni).
Nel 2005 gli alimenti tipici legati al territorio censiti dal Ministero delle Politiche Agricole erano 4.100, un terzo dei quali appartenenti a Toscana, Piemonte e Veneto.
Per i prodotti tradizionali sono previste le seguenti categorie: Bevande analcoliche, distillati e liquori; Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazioni; Condimenti; Formaggi; Grassi (burro, margarina, oli); Paste fresche e prodotti di panetteria, pasticceria, biscotteria e confetteria; Piatti composti; Preparazioni di pesci, molluschi e crostacei e tecniche particolari di allevamento degli stessi; Prodotti della gastronomia; Prodotti di origine animale (miele, prodotti lattiero caseari di vario tipo escluso il burro); Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati.
Prodotti biologici:  Prodotti provenienti dall’agricoltura biologica e sono sottoposti a un rigido sistema di controlli, stabilito per legge, che ne verifica la conformità a specifiche regole produttive.
In etichetta, oltre alla dicitura “Da agricoltura biologica”, compare il nome dell’organismo di controllo, l’autorizzazione ministeriale e una serie di lettere e cifre che sono la “carta d’identità” del prodotto e del produttore: IT (Italia), Xyz (sigla dell’organismo di controllo), 1234 (codice dell’azienda), F (prodotto fresco) o T (prodotto trasformato), 000000 (codice di autorizzazione).
Questi prodotti possono anche essere identificati dal logo comunitario introdotto dal regolamento Ce n.331/2000.
Prodotti fitosanitari (o antiparassitari o fitofarmaci):  Preparati contenenti una o più sostanze attive, presentati nella forma in cui sono forniti all'utilizzatore e destinati a:
• proteggere i vegetali o i prodotti vegetali da tutti gli organismi nocivi o a prevenirne gli effetti;
• favorire o regolare i processi vitali dei vegetali, con esclusione dei fertilizzanti;
• conservare i prodotti vegetali, con esclusione dei conservanti disciplinati da particolari disposizioni;
• eliminare le piante indesiderate;
• eliminare parti di vegetali, frenare o evitare un loro indesiderato accrescimento.
Prodotti locali:  Con questo termine si intende l’insieme di quei prodotti tipici o tradizionali di un luogo che si caratterizzano per l'esiguità della produzione, la mancanza di ogni disciplinare o protocollo e l'estrema variabilità delle tecniche di produzione.
Prodotti naturali:  Termine generico che non trova riscontro in alcuna legge della normativa vigente sia nazionale che comunitaria, ma che spesso ricorre nella dicitura di alcuni prodotti alimentari ad indicare gli aspetti dietetici e salutari di una corretta alimentazione che si potrebbe realizzare attraverso l’uso di certi prodotti.
Prodotti tipici:  Con questo termine si indicano: i prodotti DOP e IGP; i vini DOC, DOCG e IGT; i prodotti tradizionali agro-alimentari; i prodotti meritevoli di riconoscimento comunitario per la cui realizzazione si usano materie prime di particolare pregio.
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