| Tratto da "Alimentazione-oggi" del 30-10-2007 |
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| Convegno sui “contaminanti degli alimenti” |
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Olbia - Perchè un alimento arrivi “sano” al consumatore è importante che siano rispettate le regole dell’igiene in tutte le fasi della filiera produttiva, che parte sin dalla fase della produzione agricola (quindi allevamenti e colture), che in quella della trasformazione e conservazione; non meno importanti sono le operazioni di distribuzione e commercializzazione e infine la somministrazione (che può avvenire anche nei bar, ristorante, mense).
Oggi si è discusso dei “materiali a contatto con gli alimenti”, quei materiali e oggetti che possono entrare a diretto contatto con le sostanze alimentari in una delle fasi del ciclo vitale dell’alimento. Rientrano in questa voce le cisterne, i serbatoi, i sili, le tubazioni (escluse quelle per l’acqua potabile), i nastri trasportatori, i macchinari per la lavorazione e la trasformazione, i sistemi di confezionamento e di distribuzione, gli oggetti per la cottura, i piatti, le posate, i bicchieri. I materiali che possono entrare a diretto contatto con gli alimenti sono: le materie plastiche; le gomme; la cellulosa rigenerata; la carta e i cartoni; il vetro; gli acciai inossidabili; gli acciai non inossidabili; le ceramiche; la banda stagnata; la banda cromata; l’alluminio; il legno e il sughero; le leghe metalliche; le fibre tessili.
“I materiali a contatto con gli alimenti in alcune particolari situazioni possono rilasciare delle sostanze che potrebbero accumularsi nell’organismo e manifestarsi come patologie: l’accumulo di alluminio è ipotizzato possa essere responsabile del presentarsi di alcune cerebropatie, come le demenze; per le diossine liberate dalle pellicole e materiali plastici c’è il sospetto che attivino le cancerogenesi, cioè alcune forme di tumore”, ha spiegato Maria Rita Ara, la responsabile del Servizio di Igiene degli Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Olbia. (AGI) |
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